
(ANSA) – FOGGIA, 14 FEB – Gli agenti della squadra mobile di
Siracusa, con la collaborazione della polizia di Foggia, hanno
eseguito una ordinanza della misura cautelare in carcere, emessa
dal gip del Tribunale di Catania, nei confronti di una nigeriana
che dimora in provincia di Foggia che avrebbe organizzato un
flusso di giovani donne reclutate in Nigeria ed introdotte in
Italia per essere avviate all’attività della prostituzione.
Secondo la polizia le giovani sarebbero state costrette tramite
l’inganno e la pratica dei riti voodoo, con minacce di morte per
le vittime e per i loro familiari. Grazie al forte potere di
intimidazione derivante dal rito “Ju-Ju”, l’indagata sarebbe
riuscita a convincere le vittime a scappare dai centri di
accoglienza, dove si trovavano dopo l’arrivo in Italia. La
nigeriana è accusata di diverse ipotesi di tratta di esseri
umani, riduzione in schiavitù, aggravati dall’aver agito anche
in danno di minori, dall’aver esposto le persone ad un grave
pericolo per la vita e l’integrità fisica (facendo attraversare
il continente di origine sotto il controllo di criminali che le
sottoponevano a privazioni di ogni genere e a diverse forme di
violenza). Inoltre alla stessa donna contestati anche reati di
favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento
della prostituzione e autoriciclaggio dei proventi dell’attività
delittuosa. L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale
antimafia di Catania, è scattata in seguito alle dichiarazioni
di una giovane nigeriana, che al momento dello sbarco al porto
commerciale di Augusta nel luglio 2016, aveva dichiarato di
avere intrapreso un lungo viaggio in autobus dalla Nigeria fino
in Libia e da lì verso l’Italia, attraversando il mare,
contraendo un debito di trentamila euro quale corrispettivo per “le spese di viaggio”. (ANSA).
Fonte Ansa.it