
(ANSA) – NAPOLI, 31 DIC – E’ stata apposta questa mattina in
piazza Calenda a Napoli una targa in ricordo di Maikol Giuseppe
Russo, il giovane ambulante vittima innocente del fuoco dei clan
che cadde il 31 dicembre del 2015 proprio all’esterno del teatro
Trianon colpito a morte per uno scambio di persona. “Una bella
testimonianza contro la violenza dei clan e la legge della
camorra che in queste strade continua a mietere vittime”,
sottolinea, in una nota, il deputato di Europa Verde Francesco
Emilio Borrelli.
“Oggi le istituzioni, la Radiazza, le tante associazioni
promotrici di questa iniziativa come quella dei commercianti di
Forcella, l’Altra Napoli, il teatro Trianon e tanti cittadini
che hanno partecipato all’iniziativa, gridano con forza il loro
no alla camorra – spiega – Il loro rifiuto alla cultura della
violenza e della sopraffazione. Questa targa con il suo
messaggio prezioso ‘Mai abbassare la guardia nella custodia
della legalità’, oltre a ricordarci Maikol è un ricordo delle
tante vittime della follia criminale che spesso, a fine anno, ha
colpito persone innocenti. Ricordo Giuseppe Veropalumbo, ucciso
a Torre Annunziata il 31 dicembre del 2007 da un proiettile
vagante mentre era in casa con la sua famiglia, Nicola Sarpa,
ucciso da un proiettile vagante esploso dalla figlia di un boss
ai Quartieri Spagnoli per festeggiare il capodanno del 2008,
Francesco Rossi, 50 anni, ferito per errore a Sant’Anastasia.
Morirà il 2 gennaio 2005 per le ferite riportate. Non sarà una
battaglia facile e non sarà facile vincerla ma oggi abbiamo
segnato un punto importante: insieme ricordiamo le vittime della
criminalità in una città che troppo spesso ricorda e osanna i
criminali”. “Un’inversione culturale che deve aprire la strada a
un pensiero nuovo nella testa dei napoletani per la definitiva
rinascita della città che non sia più teatro di episodi
sconcertanti come quello accaduto sempre a Forcella con il
ferimento di Veronica, moglie di uno dei titolari di Cala la
pasta, vittima di un investimento ad opera del parente di un
boss della zona – conclude – Vogliamo essere protagonisti del
cambiamento del territorio per sostenere la sofferenza di tutte
le famiglie delle vittime”. (ANSA).
Fonte Ansa.it