
(ANSA) – AOSTA, 23 DIC – Ghiacciai in “rapido ritiro”, numero
di giornate calde “fortemente aumentato” e una stagione di
crescita della vegetazione (con temperature sopra ai 5 gradi)
che oltre i 2.000 metri di quota si è allungata di due
settimane. Sono alcuni degli aspetti che emergono dal primo
Rapporto dell’Osservatorio del Monte Bianco sui cambiamenti
climatici nei territori dell’Espace Mont-Blanc. L’obiettivo è di
confrontare i dati relativi agli ultimi 40 anni (periodo
1980-2010 e periodo 2010-2018) per analizzare le tendenze del
cambiamento climatico sui tre versanti – italiano, francese e
svizzero – del massiccio.
La variazione dei ghiacciai di Argentière (Chamonix –
Francia), di Giétro (Vallese – Svizzera) e del Rutor (Valle
d’Aosta) “non lascia dubbi: tutti e tre si trovano in una fase
di rapido ritiro con perdite di volume importanti, da 12 a 20
metri di acqua equivalente in soli 16 anni”. Nel 1980 le
giornate con temperature superiori ai 25 gradi si verificavano
soltanto sotto ai 1.000 metri di quota (37 giorni in tutto). Da
allora si sono raggiunte punte di 125 giornate alla stessa quota
(2018), di 25 (2003) e 22 (2015) tra i 1.000 e i 2.000 mt, di
otto giornate (2019) sopra i 2.000 metri. Diminuiscono
parallelamente le giornate fredde, soprattutto nel fondovalle
(-46%). Inoltre alle quote più elevate si registra una
diminuzione media di 13 giorni di ghiaccio in otto anni.
Tra le conseguenze di questo andamento “una maggiore
frequenza dei picchi di inquinamento”, come nel caso dell’ozono,
un impatto sul “comfort termico degli edifici, (in particolar
modo per quelli a un cattivo isolamento)” e “una nuova spinta
turistica verso i territori di montagna”. (ANSA).
Fonte Ansa.it