
(ANSA) – AGRIGENTO, 10 DIC – “Il fenomeno delle aggressioni
ai sanitari è diventato allarmante, è per questo che abbiamo
organizzato questa marcia silenziosa. Noi abbiamo il dovere di
curare i pazienti e loro hanno il diritto di essere curati,
quindi il nostro interlocutore è il Governo. Ed è lo Stato che
deve trovare la soluzione”. Lo ha detto, davanti al Municipio di
Agrigento, Santo Pitruzzella, presidente provinciale dell’Omceo, poco prima che partisse la marcia dei camici bianchi per dire
stop alla violenza contro i sanitari.
“Siamo qua per dare la terapia, oltre alla diagnosi – ha
aggiunto – iI problemi veri sono la mancanza di medici nei punti
chiave: pronto soccorso, guardie mediche e poliambulatori. E’
colpa del Governo che non ha programmato questo massiccio esodo
dei sanitari che era prevista dal 2018 al 2025. Avrebbe dovuto
provvedere – ha continuato Pitruzzella – ad aumentare i posti
nelle scuole di specializzazione, avrebbe dovuto aumentare i
posti nei concorsi per ingresso in alcune branche. Il Governo si
è accorto durante la pandemia di questa situazione ed ha
aumentato il numero di borse da 6,7 mila alle 15 mila di
quest’anno. Come sempre in ritardo. Mentre per alcune branche
chirurgiche la possibilità di soluzione, fra due, tre anni, la
soluzione ci sarà, per i pronto soccorso il problema esisterà
ancora perché le borse di specializzazione non vengono scelte.
Ci fermiamo al 40, 45%. Non c’è neanche la speranza – ha
osservato il presidente dell’Omceo di Agrigento – che fra
qualche anno avremo gli specialisti per sopperire alla mancanza
di medici nei pronto soccorsi. La terapia che vogliamo dare, e
il Governo fa finta di non vedere, è l’incentivazione economica.
La media degli stipendi dei sanitari è inferiore a tutti gli
altri Stati, dietro di noi c’è solo la Grecia e il Portogallo.
L’esodo verso l’estero, verso il privato – ha chiosato
Pitruzzella – si spiega per questo. Per risolvere l’emergenza
pronto soccorso c’è solo l’incentivazione economica”. (ANSA).
Fonte Ansa.it