
(ANSA) – L’AQUILA, 11 NOV – “Una grande rivoluzione ci
attende: ridare dignità e centralità all’edilizia residenziale
pubblica, attraverso la riqualificazione sostenibile. Non ci si
può limitare a gestire il patrimonio esistente, le Ater possono
essere le protagoniste di una grande opera di rigenerazione
urbana, sociale ed ecologica dalle periferie ai centri storici,
servono però semplificazione e certezza normativa”. Questo il
messaggio lanciato da Isidoro Isidori, presidente dell’Azienda
territoriale edilizia residenziale (Ater) della provincia
dell’Aquila, al convegno “La ricostruzione post-sisma
nell’edilizia residenziale pubblica”, che si è svolto nella sede
del Consiglio regionale d’Abruzzo. Il convegno aquilano è stata
l’occasione di una riflessione su temi cruciali per le politiche
abitative e l’edilizia in generale, traino della ripresa, come
le modifiche in atto del bonus 110%, il rincaro di materie prime
e costi energetici, la necessità di approvare al più presto una
legge quadro della ricostruzione post sisma. Al centro del confronto anche il “laboratorio L’Aquila”,
dove, dopo il sisma del 2009, è stato necessario affrontare
anche la sfida inedita della ricostruzione del patrimonio di
edilizia residenziale pubblica, con l’Ater dell’Aquila,
impegnata in tutta la provincia a gestire 4.674 alloggi, a un
canone medio di 56 euro al mese per gli inquilini, di 320 euro
per i canoni concordati. “Nell’ambito non solo della ricostruzione – ha aggiunto nel
suo intervento Isidori – stiamo applicando una nuova filosofia,
quella del ‘nuovo abitare’, degno di questo nome, per gli
abitanti di quelle che una volta erano chiamate case popolari,
dicendo basta a ghetti e casermoni isolati in periferia. In tal
senso, abbiamo ad esempio fatto verificare 300 immobili, ai fini
della riqualificazione energetica e sismica, a valere sul super
bonus al 110%, ma ora viviamo una situazione di forte
incertezza. La riforma non dovrebbe intaccare, questo è vero, le
aree in cui c’è stata un’emergenza, come i crateri sismici 2009
e 2016, ma anche qui sorgono dubbi interpretativi relativi
all’applicazione”. (ANSA).
Fonte Ansa.it