
(ANSA) – AOSTA, 25 OTT – “Il dottore si era rifiutato di
visitare la mia bambina e mi aveva ordinato di andare dalla
pediatra di zona. Ero una mamma disperata, solo minacciando di
chiamare i carabinieri riuscii a farla visitare”. Così la madre
di Valentina Chapellu, sentita in tribunale ad Aosta come
testimone dell’accusa, ricorda la visita dell’11 febbraio 2020
all’ospedale Beauregard di Aosta, due giorni prima del disperato
trasferimento al Regina Margherita di Torino, dove la piccola,
affetta da influenza A, morì a causa di una sovrainfezione il 17
febbraio, a 17 mesi. Il medico a cui la donna ha fatto
riferimento è Marco Aicardi, di 39 anni, di Verrayes (Aosta),
imputato per omicidio colposo.
“Mia figlia – ha detto la donna – aveva le febbre, respirava
a fatica e aveva perso un chilo di peso in tre settimane. Avevo
chiesto al medico di ricoverarla ma non lo fece. Venne dimessa
con il codice bianco e il dottore mi ricordò di pagare il
ticket”. Quella fu la quarta e ultima volta che la piccola venne
visitata e dimessa dal Beauregard in meno di un mese, senza mai
essere ricoverata. In aula sono state ricordate anche le “12
chiamate alla pediatra di zona, che solo l’11 febbraio, quando
la piccola stava male da diverso tempo, rispose”, ha detto il
sostituto commissario di polizia di Stato della sezione di
polizia giudiziaria che ha seguito le indagini, coordinate dal
pm Francesco Pizzato. Il padre della bambina ha riferito quanto
gli avrebbe detto un medico dell’ospedale torinese: “Sua figlia
aveva solo l’influenza di tipo A, di cui oggi non si dovrebbe
morire, ma c’è stata negligenza ad Aosta”.
L’azienda Usl della Valle d’Aosta, responsabile civile, ha
avanzato una proposta di risarcimento di 300 mila euro a
ciascuno dei due genitori a patto della loro rinuncia a ogni
tipo di azione. Il processo proseguirà il prossimo 22 novembre.
(ANSA).
Fonte Ansa.it