
(ANSA) – BARI, 15 LUG – La moglie di un boss di Andria
sarebbe stata ripetutamente picchiata e minacciata di morte
dallo stesso marito e dai tre figli perché aveva avuto una
relazione sentimentale extraconiugale. Il pluripregiudicato
50enne i suoi tre figli, un ragazzo di 19 anni e due gemelle di
27 anni, avrebbero maltrattato la donna per più di un anno, fino
ad indurla a tentare il suicidio. Gli agenti della squadre
mobili di Bari e Bat hanno eseguito nei loro confronti e nei
confronti di un altro pregiudicato loro complice, ritenuto
vicino allo stesso clan mafioso locale dei Lapenna, una
ordinanza di custodia cautelare in carcere. Vittima delle
presunte minacce e di un attentato incendiario con una bomba
carta alla sua auto, anche il nuovo compagno della donna.
I reati contestati di maltrattamenti in famiglia, minacce,
sequestro di persona e danneggiamento, sono tutti aggravati dal
metodo mafioso per il “contesto criminale, la caratura
delinquenziale dei soggetti coinvolti e le concrete modalità
della condotta evocativa della forza di intimidazione
tipicamente mafiosa, volta a riaffermare le ragioni” del boss
tradito. L’indagine, coordinata dalla pm della Dda di Bari
Daniela Chimienti, riguarda episodi risalenti al periodo
compreso tra maggio 2021 e giugno 2022. Il marito boss avrebbe
impartito ai figli dal carcere, dove era detenuto, l’ordine di
punire la donna che lo aveva disonorato, facendo riferimento ai “tanti amici delinquenti” che avrebbero reso “facile farla
fuori”. A picchiare la madre con schiaffi, calci e pugni sarebbe
stato il 19enne, ritenuto responsabile anche della bomba carta
sotto l’auto dell’amante della donna. (ANSA).
Fonte Ansa.it