
(ANSA) – L’AQUILA, 02 MAR – Per l’alluvione di Senigallia,
imputati prosciolti da tutte le accuse tranne per quella di
inondazione colposa. Il non luogo a procedere è stato deciso
oggi dalla gup del tribunale dell’Aquila Guendalina Bucella per
i reati di omicidio colposo, lesioni personali, omissione di
atti di ufficio e falso (prescritti). Rinvio a giudizio invece
per i due ex sindaci della città Luana Angeloni e Maurizio
Mangialardi (attualmente capogruppo Pd in Consiglio regionale),
e altre sei persone solo per il capo di imputazione relativo
all’inondazione colposa per i fatti del 3 maggio 2014 quando
l’esondazione del fiume Misa causò quattro morti e circa 180
milioni di euro di danni. Il processo si aprirà il 9 giugno al
Tribunale monocratico dell’Aquila. Oltre ai due ex sindaci
andranno a processo il comandante dei vigili urbani Flavio
Brunaccioni, Gianni Roccato dell’ufficio tecnico del Comune,
l’ex dirigente della Provincia Massimo Sbriscia, il presidente
dell’Autorità di bacino Mario Smargiasso, l’ingegnere Alessandro
Mancinelli, consulente del Comune e Libero Principi, funzionario
Lavori Pubblici della Regione. Dopo l’improcedibilità dichiarata
dal tribunale di Ancona il fascicolo era passato in Abruzzo dove
oggi si è tenuta l’udienza preliminare. La stessa Procura
dell’Aquila aveva chiesto oggi il proscioglimento per i capi di
accusa anche relativi al percorri Misa, il percorso
ciclopedonale che passa a fianco del fiume esondato, per cui si
ipotizzava l’abuso di ufficio. Anche per questa accusa la gup ha
dichiarato il non luogo a procedere perché “il fatto non
previsto dalla legge come reato”. Non c’era dolo: ha ritenuto
inimmaginabile che pubblici amministratori approvino
volontariamente un’opera pubblica ai danni della città. (ANSA).
Fonte Ansa.it