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Ucraina: in Trentino attese altre 50 persone per giovedì

(ANSA) – TRENTO, 28 FEB – “Stiamo ricevendo tante richieste di aiuto ma anche tante richieste di disponibilità e informazioni burocratiche su come comportarsi di fonte ad ipotesi di cittadini ucraini che hanno contatti con famigliari residenti in Trentino o con le associazioni. Cinformi sta gestendo queste richieste. Come Provincia, con i Comuni interessati, abbiamo circa 150 posti disponibili a disposizione, poi sulla base dell’evoluzione della situazione vedremo. Chiaramente il Trentino è in grado di fare molto di più ma probabilmente giovedì avremo l’arrivo di una cinquantina tra donne e bambini ucraini che saranno destinati alle strutture di Rovereto”. Lo ha detto il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, in una conferenza stampa organizzata al termine dell’incontro tecnico con la Protezione civile nazionale per la gestione della crisi in Ucraina. In Trentino sono arrivate almeno una trentina di persone, ma “abbiamo capito che alcuni arrivano e vanno dai parenti o dai famigliari che vivono qui senza usufruire delle strutture pubbliche. Per questo mettiamo a disposizione Cinformi, per la parte burocratica”, ha aggiunto Fugatti.
    L’Azienda sanitaria ha già attivato le cure domiciliari per consentire ad alcune persone arrivate, donne con bambini piccoli – ha spiegato l’assessora Stefania Segnana – di essere visitate e vaccinate. Per l’accoglienza, al momento, sono state predisposte delle strutture a Trento e Rovereto (50 posti), come l’ostello della gioventù, e altri 60 posti sono stati ricavati nella ex colonia a San Vito di Pergine. Intanto la solidarietà dei trentini non si ferma alla raccolta di generi alimentari, vestiti e medicina, o alle donazioni, arrivano alla Provincia anche telefonate di persone che mettono a disposizione un alloggio. In serata è prevista la partenza da Vezzano di tre tir della Croce Rossa carichi di coperte e sacchi a pelo. Sono diretti in Polonia, per dare aiuto agli ucraini fuggiti dal loro Paese ma rimasti poco al di là del confine, decisi a ritornare presto alle loro case. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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