
(ANSA) – VENEZIA, 10 DIC – Il Veneto resta appeso ad un filo
nel possibile passaggio in zona gialla per rischio contagi. Ma
nonostante i dati terribili – oggi sfiorati i 4.000 nuovi
positivi – non sarà dalla prossima settimana. “”Simo in una
situazione di pressione che va tenuta sotto controllo, ma che
riusciamo a gestire. La prossima settimana il Veneto sarà ancora
bianco, perché non abbiamo raggiunto il limite del 15% di
ricoverati Covid in area medica (siamo all’11%)” ha annunciato
il governatore Luca Zaia. Ma se nei prossimi giorni la regione “dovesse superare il parametro del 15% dei posti occupati in
area medica – vorrà dire che nella settimana di Natale saremo
in giallo”. ha aggiunto.
Intanto il bollettino quotidiano del Coronavirus riporta
numeri che non si vedevano da più di un anno. In sole 24 ore sono
stati scoperti con i tamponi 3.993 nuovi positivi, che fanno
raggiungere un totale diì 544.688 dall’inizio della pandemia.
Forte aumento anche dei decessi , 15, per un numero complessivo
di 12.042 vittime dall’inizio della crisi sanitaria.. Cresciuti
ancora i soggetti positivi e in isolamento: sono 45.809 (+
2.190). I dati della situazione ospedaliera riflettono il
peggioramento: i malati Covid ricoverati nei reparti medici sono
852 (+55), mentre scendono di poco i posti letto occupati nelle
terapie intensive 130 (-2). l’incidenza (siamo a 371,1 casi
ogni 100 mila abitanti su un limite di 50)”.
Intanto il monitoraggio settimanale della Cabina di regia
evidenzia che cinque Regioni, attualmente classificate a
rischio moderato, sono ad alta probabilità di progressione a
rischio alto. Tra queste c’è il Veneto, assieme ad Abruzzo,
Emilia Romagna, Liguria, Marche I dati sull”incidenza del
virus nella popolazione confermano questo quadro non
confortante. L’Incidenza massima di casi Covid-19, emerge dal
monitoraggio settimanale, si registra nella Provincia autonoma
di Bolzano, con una valore di 556,1 casi per 100mila abitanti,
seguita con valori ampiamente oltre soglia, dal Friuli Venezia
Giulia (378 casi per 100mila) e dal Veneto (365,5) .
Le strutture sanitarie sono in sofferenza. Così un primario
dell’ospedale di Padova, Giampiero Avruscio, segretario
regionale del sindacato primari ospedalieri (Anpo), lancia una
proposta: far rientrare in corsia i medici e gli infermieri no
vax allontanati dal lavoro, per aiutare il personale a reggere
la nuova ondata di ricoveri Covid. Con una forma di controllo
semplice: tamponi salivari ogni 24-48 ore. (ANSA).
Fonte Ansa.it