Home » Italia » Puglia » Sanità: studio, meccanismi motilità intestinale scritti nel Dna

Sanità: studio, meccanismi motilità intestinale scritti nel Dna

(ANSA) – BARI, 09 DIC – I meccanismi che regolano la motilità
intestinale (l’azione dei muscoli intestinali che spingono cibo
e feci lungo il tratto gastrointestinale) sono scritti nel
nostro Dna. Esistono dei geni, specificamente individuati, che
influenzano le nostre abitudini intestinali, ovvero con quale
frequenza andiamo in bagno. La scoperta è di un team
internazionale, coordinato dal professor Mauro D’Amato, (oggi
ordinario di Genetica Medica alla Lum dopo incarichi a Bilbao,
Melbourne e Stoccolma) e vede come primo autore della
pubblicazione il ricercatore Ferdinando Bonfiglio ora
all’Università Federico II di Napoli dopo esperienze in Svezia,
Spagna e Svizzera. Lo studio è stato pubblicato anche sulla
prestigiosa rivista scientifica americana “Cell Genomics”.
    I ricercatori hanno preso in esame 167.875 soggetti e hanno
associato il loro corredo genetico con la frequenza dei
movimenti intestinali. Tra le persone con una frequenza dei
movimenti intestinali alta o bassa sono stati rilevati
cambiamenti specifici del Dna più comuni che nel resto della
popolazione e riguardanti diversi geni poi studiati nel
dettaglio. La scoperta è di fondamentale importanza – è detto in
una nota della Lum – non solo perché la frequenza dei movimenti
intestinali riflette il corretto funzionamento del tratto
gastrointestinale nella digestione e nell’assorbimento dei
nutrienti, ma soprattutto perché tali risultati forniscono
indizi per il trattamento della sindrome dell’intestino
irritabile, un disturbo che colpisce fino al 10% della
popolazione in tutto il mondo.
    Dallo studio, infatti, emerge che nel nostro Dna sono scritti
oltre ai meccanismi che regolano la motilità intestinale, i
motivi per cui questa è alterata in alcuni pazienti con la
sindrome dell’intestino irritabile.
    “Grazie a questi risultati e con appositi studi di follow-up –
spiega il prof. D’Amato – potremmo avere una batteria di nuovi
bersagli farmacologici da sfruttare per il trattamento della
stitichezza, della diarrea e delle comuni sindromi da
dismotilità intestinale, come la sindrome dell’intestino
irritabile”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

Condividi questo Articolo
Dite la vostra!
00

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>