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Mozione su Soccorso in montagna passa con voti opposizione

(ANSA) – AOSTA, 23 GIU – Con il voto di parte della
maggioranza e dell’opposizione il Consiglio Valle ha approvato
una mozione “sulla garanzia della collaborazione tra i servizi
di emergenza della Centrale unica del soccorso per una migliore
e più efficiente gestione degli interventi di soccorso”. I voti
a favore sono stati 26 a cui si aggiunge un’astensione
(l’assessore Jean-Pierre Guichardaz), mentre non hanno
partecipato al voto l’assessore Davide Sapinet e i consiglieri
di Pcp.
    Il testo, sottoscritto congiuntamente dai gruppi Alliance
Valdotaine-Stella Alpina, Pour l’Autonomie, Union Valdôtaine,
VdA Unie e Lega VdA, è stato illustrato da Albert Chatrian
(Av-Sa): “Il soccorso in montagna, soprattutto in Valle d’Aosta,
esige tecniche di alto livello, la cui padronanza è
raggiungibile solo da specialisti: in effetti, il Soccorso
Alpino Valdostano si avvale di figure professionali altamente
qualificate. Attualmente le azioni di soccorso e di salvataggio
condotte riguardano tutte le attività collegate alla montagna e
gli interventi annui superano in media il migliaio.
    L’integrazione e la circolazione di informazioni tra i vari enti
di soccorso nella Centrale unica di soccorso sono due aspetti
assolutamente imprescindibili; al momento però nella Cus mancano
la presenza costante del Soccorso Alpino Valdostano e dei Vigili
del fuoco: una lacuna da colmare, proprio per garantire la
massima condivisione di équipe e l’efficacia delle operazioni di
soccorso”.
    “Questa iniziativa vuole mettere in luce tutte le
professionalità che partecipano alla Centrale unica del soccorso
– ha aggiunto Giulio Grosjacques (Uv) – per portare a un livello
ancora più performante il nostro servizio attraverso un
coordinamento più efficace”. “La Centrale unica del soccorso –
ha dichiarato Marco Carrel (Pour l’Autonomie) – è ancora un
progetto valido e perseguibile: è un’eccellenza ma dobbiamo
renderla ancora più efficace e tempestiva. Per Corrado Jordan
(Vda Unie) “ogni soggetto coinvolto nel sistema dell’emergenza
sta operando con professionalità e competenza nel rispetto dei
propri compiti; al fine di migliorare ulteriormente l’efficacia
dell’azione chiediamo al Governo regionale di adoperarsi per
coordinare i diversi soggetti attraverso il tavolo istituito ad
hoc”.
    Per Stefano Aggravi (Lega Vda) “al di là dell’impegnativa, c’è
la necessità di fare un approfondimento ulteriore che deve
partire dagli elementi del tavolo di coordinamento: bisogna fare
un passo ulteriore per aggiornare sia le normative sia
l’organizzazione, valorizzando ogni singolo servizio di
emergenza, andando al di là delle tifoserie, facendo dialogare i
vari attori e coordinandoli al fine di ridurre al minimo le
inefficienze”. Erika Guichardaz (Pcp) ha motivato la mancata
sottoscrizione da parte del gruppo “dovuta alla non condivisione
della fase di stesura della mozione e in particolare delle sue
premesse: mozione, che persegue un importante obiettivo, ma
manca di diversi elementi importanti, a partire da riferimenti
normativi sul Corpo forestale, sull’Usl, sulla Protezione
Civile, sulla Centrale unica di risposta, che attraverso il
disciplinare tecnico del numero unico europeo 112 fornisce una
risposta immediata su tutto il territorio. Tutti noi
riconosciamo la professionalità del Soccorso Alpino Valdostano
e, proprio per evitare tifoserie, riteniamo importante citare
anche gli altri corpi e reparti delle rispettive amministrazioni
pubbliche che affrontano situazioni complesse ogni giorno con
grande competenza”.
    “Fin dai primi mesi della Legislatura – ha detto il presidente
della Regione, Erik Lavevaz – ho sentito la necessità di
armonizzazione del sistema. Una revisione delle procedure e dei
protocolli è necessaria e da diverse settimane la stiamo
portando avanti: abbiamo avviato una fase di ascolto delle
diverse componenti di protezione civile, ora stiamo analizzando
puntualmente le procedure, cercando di capire dove siano i punti
di attrito che richiedono maggiore chiarezza e armonizzazione.
    La mancanza di alcune parti del sistema di emergenza all’interno
della CUS così come la necessità di maggior confronto sono
aspetti che vanno affrontati”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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