
(ANSA) – BARI, 30 MAG – “Mentre in molti gioiscono per la
pubblicazione del parere favorevole del Ministero della
Transizione Ecologica sul progetto di raddoppio ferroviario
della linea Adriatica nella tratta Termoli-Lesina, lotto
Termoli-Ripalta, in realtà il documento contiene pesantissime
prescrizioni che, se confermate dal Ministero delle
Infrastrutture e quindi dal CIPE, potrebbero produrre
conseguenze negative sulla effettiva realizzabilità e
funzionalità dell’opera”. Lo afferma la “Fondazione L’isola che
non c’è’ di Latiano (Brindisi) che da tempo si batte per portare
al Sud l’Alta velocità.
Secondo la Fondazione, il parere della Commissione VIA “prescrive al soggetto attuatore Rfi (Gruppo FS) di far
installare telecamere nelle cabine di guida dei treni che
circoleranno sulla nuova infrastruttura” per “verificare
eventuali impatti dei convogli con la fauna della zona;
conseguentemente si chiede a Rfi di valutare la riduzione della
velocità dei treni per evitare di investire uccelli o altri
animali”. Le prescrizioni, “mai applicate prima per interventi
analoghi in Italia e in Europa, rischiano di compromettere la
piena efficacia di un’infrastruttura progettata per far
viaggiare i treni ad una velocità di almeno 200 km/h, a fronte
dei 300 km/h possibili nel resto d’Italia, e in futuro di
impedire la realizzazione dell’Alta Velocità sulla dorsale
Adriatica”. “Un’ulteriore prescrizione richiede a Rfi di
modificare la struttura del nuovo ponte da realizzare sul fiume
Biferno in modo da non posizionarne i piloni nell’area golenale,
cioè vicino alla riva, per salvaguardare la vegetazione presente
in tale punto del fiume”.
“Tutte queste prescrizioni comporteranno che il soggetto
attuatore Rfi dovrà modificare radicalmente il progetto e
sottoporlo a nuove valutazioni e approvazioni da parte degli
Enti competenti. Insomma passeranno altri anni. Proprio per
questa ragione ci chiediamo se le decisioni finali, come
avvenuto per la gestione della pandemia, non debbano essere
rimesse alla Politica, e in particolare al Governo, a cui spetta
il compito e la responsabilità di stabilire quale sia
l’interesse generale prevalente fra una ipotetica tutela
dell’ambiente e il diritto alla mobilità, al lavoro e allo
sviluppo di intere regioni”. (ANSA).
Fonte Ansa.it