
(ANSA) – MESSINA, 09 APR – Associazione mafiosa, estorsione,
trasferimento fraudolento di valori, sequestro di persona,
scambio elettorale politico-mafioso, lesioni aggravate,
detenzione e porto illegale di armi, associazione finalizzata al
traffico di droga: sono le accuse contestate dalla Dda di
Messina, guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, a 33 persone
coinvolte in un’operazione congiunta di Carabinieri, Guardia di
Finanza e Polizia contro i clan mafiosi messinesi. Per 21 è
stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 10 gli
arresti domiciliari, per 2 l’obbligo di presentazione alla
polizia giudiziaria.
L’operazione è il risultato di diverse attività di indagine
svolte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei
carabinieri di Messina, del Gico della Guardia di Finanza e
della Squadra Mobile, coordinate dalla Dda, che hanno consentito
di svelare gli organigrammi e gli affari dei clan nelle
estorsioni, nel traffico di droga e nel controllo di attività
economiche nel campo della ristorazione e delle scommesse. In
particolare, le indagini dei Carabinieri hanno riguardato la
cosca mafiosa che controlla il rione messinese di “Provinciale”
capeggiata dal boss Giovanni Lo Duca e hanno portato al
sequestro di un bar utilizzato come base logistica dal clan. Le
indagini della Guardia di Finanza hanno colpito le attività del
gruppo criminale con al vertice Salvatore Sparacio, nel rione “Fondo Pugliatti”, documentando il controllo di attività
economiche e portando al sequestro di una impresa del settore
del gioco e delle scommesse. Al centro dell’inchiesta della
Questura c’era invece il clan guidato da Giovanni De Luca,
radicato nel rione di “Maregrosso” e da sempre attivo nel
controllo della security ai locali notturni e nel traffico di
droga. (ANSA).
Fonte Ansa.it