
(ANSA) – MATERA, 29 MAR – Sono state avviate a Matera le
operazioni per lo studio e la valorizzazione di Giuliana, “il
fossile di balenottera più grande al mondo”.
Ritrovato nel 2006 sulle sponde della diga di San Giuliano, a
pochi chilometri dalla Città dei Sassi, “il fossile di Giuliana
– è spiegato in un comunicato diffuso dal Museo nazionale di
Matera – è stato oggetto di un complesso e lungo intervento di
recupero, reso difficile e lento anche dall’innalzamento del
livello delle acque nel bacino artificiale. L’ultimo frammento
del fossile è stato recuperato nel 2013: da allora i resti della
balenottera sono stati posti in casse in attesa del restauro e
della contestuale musealizzazione e conservati nei giardini del
Museo archeologico Ridola”.
A sbloccare il percorso “per assicurare un nuovo destino al
reperto una cabina di regia complessa, coordinata
dall’architetto Annamaria Mauro, direttrice del Museo nazionale
di Matera, insieme con l’architetto Francesco Canestrini,
soprintendente della Sabap (Soprintendenza Archeologia Belle
Arti e Paesaggio della Basilicata); Giorgio Sobrà, direttore
dell’Istituto centrale per il restauro di Matera; Giovanni
Bianucci, paleontologo del dipartimento di Scienze della Terra
dell’Università di Pisa, e Domenico Bennardi, sindaco di
Matera”. (ANSA).
Fonte Ansa.it