Home » Italia » Sicilia » >>>ANSA/ L’appello di Muti da Palermo, salviamo la Cultura

>>>ANSA/ L’appello di Muti da Palermo, salviamo la Cultura

(ANSA) – PALERMO, 24 MAR – Il direttore d’orchestra che il
mondo ci invidia, Riccardo Muti, lancia un appello accorato in
difesa della Cultura intervenendo dal Teatro Massimo di Palermo
ai lavori del convegno sul tema ‘Sud – Progetti per
ripartire’.”Faccio un appello – spiega il maestro – per i nostri
teatri e per i nostri musicisti, che sono il vanto del nostro
teatro nel mondo ma che ora piangono per tanti motivi. Parlo di
ragazze e ragazzi che oggi sono letteralmente alla fame”.
    “Parlo dal teatro Massimo di Palermo – aggiunge Muti – che
è un’eccellenza italiana, dove lavora gente straordinaria. Sto
parlando di persone che studiano nei nostri conservatori e
ricordo che ancora ci sono regioni in cui non c’è un’orchestra o
un teatro, e tutto questo accade in Italia, il Paese della
musica. Chi pensa ad esempio ora alle bande che sono un vanto
dell’Italia del Sud? “.
    Muti è a Palermo da due giorni. Una breve sosta in Hotel e
prima tappa sulla tomba di Federico II in Cattedrale. Il maestro
è un vero fan dell’imperatore illuminato e innovativo, e da poco
ha acquistato un terreno non lontano da Castel del Monte in
Puglia. Lo Stupor mundi vantava un altro appellativo: “Fanciullo
di Puglia” ed è plausibile che il maestro pugliese senta con
prepotenza il richiamo della forte personalità del Re di
Sicilia, protettore delle arti e della letteratura. E questo è
il punto, un sovrano che ama il Diritto, ma favorisce gli
artisti. Esattamente ciò che Riccardo Muti chiede e cerca da
almeno 45 anni. Un governante sapiente, che si prenda cura
dell’immenso valore del Made in Italy culturale. Lo chiede e lo
richiede, fino allo sfinimento, come ha fatto anche questa
mattina rivolgendosi al ministro per il sud, Mara Carfagna, in
video conferenza dal salotto del palco reale del Teatro Massimo.
    Inascoltato fino ad ora, il maestro ,vede adesso aprirsi uno
spiraglio. L’Italia ha ricevuto da lui molto di più di quel che
gli ha concesso. Ma quando si tocca il tema della sua intera
vita, l’educazione dei giovani, l’insegnamento della musica in
tutte le scuole di ogni ordine e grado, la ripetuta richiesta di
fermare i tagli alla Cultura, il maestro fa sul serio. Durante
una recita di “Aida” all’Opera di Roma, dopo il “Va pensiero”,
il pubblico chiese il bis che fu concesso, ma prima si girò
verso la platea per invitare il Governo a non tagliare i fondi
da destinare ai teatri, alle scuole, ai musei.
    Adesso, dopo un anno di inaudite sofferenze per gli
italiani, Muti ha deciso di attraversare la penisola, da
Bergamo, a Napoli, a Palermo. Per lui la musica ha unito
l’Italia nei momenti più bui, anzi l’ha unita e basta, e
certamente ha un potere taumaturgico.
    Il Teatro Massimo oggi lo ospita con la sua orchestra
giovanile, la Cherubini: in programma la sinfonia n.3 di
Schubert e “Dal nuovo mondo” di Dvorak. Saranno trasmessi
domenica 28 Marzo alle ore 11 sul sito del teatro, dell’Anfols,
su quello dell’ANSA nell’ambito del progetto ANSA per la Cultura
e su ravennafestival.live. Per Palermo è una festa, il
sovrintendente del “Massimo” Francesco Giambrone, che è anche
presidente dell’Anfols, lo ha accolto con i dovuti onori. Oggi
e domani Muti sta provando con l’orchestra del Massimo. “Vi
trovo in gran forma”, ha detto agli orchestrali, durante il
meraviglioso Requiem di Verdi, un brano molto caro a Muti, come
tutto il repertorio verdiano. L’esecuzione in teatro sabato 27
marzo, ma è ancora da confermare la data della diretta. “Dai
teatri del sud – ha chiosato il maestro – si deve e si può
ripartire, creare nuove orchestre, perché la musica fa miracoli
ed è un dono da fare a tutti”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

Condividi questo Articolo
Dite la vostra!
00

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>