Home » Italia » Lombardia » Mini festival ‘clandestino’ a Milano

Mini festival ‘clandestino’ a Milano

   (di Gioia Giudici)
   (ANSA) – MILANO, 21 FEB – Un mini festival fatto di ‘incursioni artistiche’ nei cortili e nelle vie chiuse al traffico, per dire che la cultura si può ancora fare insieme, e in sicurezza. Lo hanno organizzato tutto via chat alcune donne dei quartieri milanesi di Dergano e Bovisa, le stesse che durante la prima ondata della pandemia avevano dato vita alle ceste sospese, con beni da lasciare per chi ne aveva bisogno e da prendere per chi ne voleva usufruire. Un modo di far fronte alla pandemia in maniera collaborativa poi esportato in tutta Italia e persino in Germania.
    E visto che non si vive di solo pane, Ilaria, Cecilia, Gina e molte altre donne di Dergano e Bovisa, tutte con professionalità diverse, dall’ingegnere alla sarta, dopo aver provato l’esperienza del teatro delivery – due attrici che arrivano in bici con lo zaino giallo da rider e si esibiscono in brevi spettacoli ovunque sia possibile farlo mantenendo le regole di sicurezza indispensabili per il covid – hanno deciso di provare a fare qualcosa di più strutturato: un mini festival, lungo tre giorni, in varie location del quartiere alla periferia nord di Milano. Hanno contattato 13 artisti tra musicisti e saltimbanchi, attori e trampolieri, e hanno organizzato brevi spettacoli per poche persone in luoghi aperti, qualche volta persino con le sedie, e con i bollini per il distanziamento rigorosamente posati a terra. Tutto organizzato in maniera ‘carbonara’ per non rischiare di creare assembramenti anche solo con il passaparola in quartiere. Tutto su prenotazione: tre nuclei familiari con 30 euro a spettacolo sono andati a sostenere le varie ‘incursioni artistiche’ per un totale di una trentina di spettacoli in 3 giorni. A partecipare e applaudire gli artisti e musicisti, quasi tutti del quartiere, soprattutto famiglie con bambini.
   “L’obiettivo era doppio – racconta Ilaria Bartolozzi, comunicatrice e tra le organizzatrici della mini rassegna – da una parte il bisogno di cultura, poesia e arte, dall’altra il desiderio di sostenere gli artisti del nostro quartiere, fermi da un anno a causa della pandemia. Questo esperimento ha dimostrato che è fattibile fare cultura e spettacolo anche durante la pandemia”. E che un gruppo di donne agguerrite sono riuscite a organizzare dei momenti di cultura, a un anno esatto dallo scoppio della pandemia, pur senza avere competenze di organizzazione in ambito culturale. (ANSA).

Fonte Ansa.it

Condividi questo Articolo
Dite la vostra!
00

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>