
(ANSA) – ROMA, 03 FEB – “Avvicinandosi non hanno detto nulla.
Mentre stavo scappando Varriale mi ha detto fermati e
prendendomi dalla spalla mi ha fatto cadere, è cascato anche
lui. Cadendo a terra mi ha detto la parola ‘carabinieri'”. Lo ha
detto Gabriele Natale Hjorth sentito nel processo che lo vede
accusato, assieme a Finnegan Lee Elder, dell’omicidio del
vicebrigadiere Mario Cerciello rega avvenuto a Roma il 26 luglio
del 2019.
Rispondendo alle domande del pm, davanti alla Corte d’Assise,
l’imputato ha aggiunto: “non ho visto nessun distintivo. Io ho
sempre pensato che i carabiniere fossero come la polizia –
spiega il giovane americano – ma non mi sembrava possibile che
quelle due persone fossero carabinieri perché erano vestite
normalmente. Non hanno tirato fuori nulla dalle loro tasche.
Alle 3 di notte uno che ti salta addosso e dice ‘carabinieri’
non mi sembrava possibile. Non ho visto armi in mano, erano a
mani libere”.
In riferimento alla colluttazione tra Elder e Cerciello, Natale
ha detto di avere visto “il vicebrigadiere andargli addosso. Non
ho visto sangue, ho solo sentito rumori di colluttazione. Non ho
sentito urla, il tutto è durato pochi secondi, poi ho visto che
Cerciello seduto per terra al centro della strada”. (ANSA).
Fonte Ansa.it