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>ANSA-INTERVISTA/Ugolotti convinto,Campobasso merita serie B

di Luca Prosperi (ANSA) – PESCARA, 01 FEB – Erano anni che il Campobasso non
era solo da primo in classifica a metà stagione, dietro il
Castelnuovo Vomano, e anche con 2 partite da recuperare. La
vittoria fuoricasa a P.S.Elpidio dice che forse è l’anno buono.
    La serie D è dura, ma il sogno della serie C è dietro l’angolo e
chi ama i Lupi non solo se lo augura, ma spiega che “sarebbe
ora. Mi piange il cuore a vedere questi anni, se penso che quel
giorno contro la Juventus c’erano 40 mila molisani allo stadio”.
    E’ Guido Ugolotti, uno dei grandi di quegli anni in B, uno dei
bomber rossoblù della metà degli anni ’80. Lo ricordano tutti
per quello stop di petto in mezzo all’area e sinistro in porta,
1-0 negli ottavi contro la Juventus in Coppa Italia, forse
l’apice sportivo del Campobasso. Era il 13 febbraio 1985.
    “Quando mi chiedete di Campobasso vi dico che quando pranzo a
casa mia ho sempre davanti a me la foto sul muro di quel gol: 40
mila persone quel giorno, e in Molise ho vissuto tra gli anni
più belli della mia vita. Quella città mi è rimasta nel cuore,
c’era una intera regione dietro di noi”.
    “Potrebbe essere l’anno buono – prosegue Ugolotti all’ANSA – sento dire che la squadra è buona e Cudini un buon allenatore.
    Certo, se penso all’entusiasmo di quegli anni…”.
    Ugolotti però non solo non ha dimenticato Campobasso, ma è
convinto anche che “Quando mi chiedono quali sarebbero le piazze
su cui puntare, beh, io dico sempre, per la passione e il calore
ma anche per la posizione, San Benedetto e Campobasso: in Molise
una serie B con quello stadio farebbe minimo 15 mila spettatori
a partita e non sono molte le città che potrebbero farli. Io
fossi un imprenditore investirei dei soldi, covid permettendo,
perchè ci sono tutte le premesse per fare un grande calcio.
    Certo, bisognerebbe ripartire dagli errori di quel tempo e
andare nella direzione opposta: ho ricordi di disorganizzazione,
di strutture non adeguate, di mancanza di settore giovanile,
finchè ci fu un presidente che ci metteva i soldi certi limiti
si potevano coprire, ma dopo no. Andrebbe anche ripreso quel
senso di appartenenza: per anni sono venuto al Memorial
Scorrano, anche ad Ururi, poi la cosa è scemata, peccato, ma
sono ancora in contatto con tanti compagni di allora, perchè
vivemmo una atmosfera magica”.
    Ugolotti per anni ha fatto l’allenatore e ancora aspetta una
nuova occasione, ma negli anni non è mai stato contattato dalla
società molisana. A sentirlo parlare si sente che dentro di lui
c’è come una specie di molisanità indelebile: “Un anno andammo
in tournè in Canada e scoprimmo che la comunità molisana era
enorme, penso che vivano più molisani in Canada che in Molise,
insomma il Campobasso Calcio potrebbe essere un ambasciatore
mondiale per questa regione”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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