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Sial Cobas: addio a Cgil, Marchionni coordinatore Sardegna

(ANSA) – CAGLIARI, 28 DIC – Dopo una trentennale militanza
nella Cgil, come iscritto metalmeccanico alla Fiom nell’azienda
Keller Meccanica e dopo avere ricoperto i ruoli di segretario
generale di categoria e sino al 2018 quello di segretario
generale della Cgil del Medio Campidano, Gianluigi Marchionni ha
rassegnato le sue “irrevocabili dimissioni”, iscrivendosi al
Sial Cobas, dove oggi ricopre l’incarico di Coordinatore
regionale.
    Una decisione, quella di abbandonare la Cgil, “molto sofferta
perché la Cgil mi ha cresciuto sindacalmente e umanamente e mi
ha fatto conoscere tante di quelle persone che mi hanno
arricchito interiormente e mi hanno aperto un mondo bello quanto
contraddittorio fatto di bisogni e spesso di soluzioni per
risolverli – spiega – Questa scelta è scaturita dal fatto che
negli ultimi anni, in particolare gli ultimi due, la Cgil,
soprattutto nel nuovo territorio del Sud Sardegna, dopo
l’accorpamento che ha messo insieme i due territori storici del
Medio Campidano e quello del Sulcis Iglesiente, che dal mio
punto di vista è stato fallimentare, ha visto un costante
allontanamento dell’organizzazione sindacale dalla gente, sia
per una evidente incompetenza nel gestire alcune grandi
vertenze, concentrando tutte le energie verso quello del Sulcis,
con, purtroppo, scarsi risultati anche lì” Marchionni va
all’attacco parlando anche di “assoluta indifferenza
dell’attuale segreteria confederale della Camera del Lavoro, e
per certi versi anche della Cgil Sarda, che non ha mai avviato
una seria rivendicazione seria per tutte le criticità aperte,
dai lavoratori della ex keller, al nuovo ospedale di San Gavino,
per arrivare ad un disimpegno vertenziale per il lavoro con
tutte le istituzioni locali e regionali”.
    Ci sono altre ragioni, però: “Vedo una crescente separazione tra
l’iniziativa sindacale e i bisogni concreti delle lavoratrici,
dei lavoratori e delle classi popolari nel loro insieme. Troppa
la continuità con Confindustria e la politica, a discapito
dell’autonomia sindacale, mentre la condizione di chi lavora
peggiora costantemente, facendo così che la Cgil si allontani
dalla gente in un momento di assoluta necessità rinchiudendosi
nelle stanze”.
    Secondo Marchionni serve, invece, “un nuovo ciclo di lotte, un
nuovo protagonismo diretto dei lavoratori e una democrazia
sindacale compiuta”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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