
(ANSA) – PESCARA, 24 DIC – “Continua il record delle leggi
regionali impugnate con il recente stop del Consiglio dei
Ministri alla legge 31 de 6 novembre scorso, ormai è un record
per questo Governo di centrodestra che in meno di due anni si
è visto rimandare al mittente testi importanti, tutti, o la
maggior parte, per vulnerabilità pesanti, legate alla mancata
copertura finanziaria delle azioni proposte, dunque
dell’articolo 81, comma 3. Cosa che accadrà prevedibilmente
anche per il bilancio che la maggioranza si prepara ad
approvare”, durissimo il capogruppo PD in consiglio regionale
Silvio Paolucci, sulla notizia arrivata dall’ultimo consiglio
dei ministri.
“Questo è l’esecutivo lento, confusionario e delle leggi
omnibus, un modus operandi che prevede di arrivare in Consiglio
con norme aperte, infilando poi di tutto durante il dibattito
per evitare costantemente pareri di legittimità e andando in
contrasto con i poteri di programmazione tipici dell’Ente
Regione – sottolinea l’ex assessore al Bilancio – È questo ciò
che accade trasformando ogni debito fuori bilancio in una
variazione di bilancio in assenza di un assestamento generale e
rendendo norma provvedimenti puntuali e senza istruttoria. Anche
stavolta la censura arriva per un motivo ricorrente, la mancata
copertura delle poste, che secondo la Costituzione deve essere “certa e attuale”. Dunque la maggioranza dovrà tornare in
Consiglio e far cessare la ragione del contendere, rimodulando
la copertura degli 870.000 euro in favore del Consorzio di
bonifica interno, che non erano opportunamente coperti. Accadrà
certamente anche con la legge di stabilità e il bilancio, perché
la Regione prevede di coprire spese obbligatorie con entrate
incerte in quanto collegate all’evenienza che si presentino
nuove e maggiori entrate, dunque aleatorie, cosa che il comma 3
dell’articolo 81 della Costituzione chiaramente non consente.
Dunque, dopo tutte le impugnative che la Regione a trazione
centrodestra ha collezionato due sono le cose: o non c’è peggior
sordo che non vuol sentire, o la foga della propaganda e le
costanti spaccature, impediscono loro di governare senza violare
la legge. In ogni caso, a scontare tale situazione non possono
essere gli abruzzesi, che anche la vigilia di Natale oltre ai
vaccini non arrivati, alla evidente mancanza di governance
della sanità che ci ha fatto diventare un caso nazionale, devono
ritrovarsi sotto l’albero l’ennesimo errore di chi dovrebbe
governare, ma, forse, pensa solo al potere”. (ANSA).
Fonte Ansa.it