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Vino: Confagri, 82% aziende con calo vendite fino a novembre

(ANSA) – TORINO, 21 DIC – Calano le vendite di vino in
Italia, va un po’ meglio all’estero, aumentano le giacenze in
cantina e si prevede un calo degli ordini per i prossimi quattro
mesi. E lo scenario delineato da un’indagine di Confagricoltura
Piemonte. “Per fronteggiare l’emergenza e riprendere
competitività – dice il presidente Enrico Allasia – serve un
piano strategico, gli aiuti finora concessi solo una goccia nel
mare”.
    “Il mercato del vino – spiega Allasia – sta cambiando
profondamente: il canale della ristorazione e dei bar si è
ridotto fortemente e in alcuni casi pressoché annullato; si
recuperano spazi nella gdo dove i margini però sono ridotti
all’osso e, fortunatamente, tengono le esportazioni, ma le
prospettive non ci lasciano tranquilli”.
    La vendemmia 2020, “pur con produzioni pressoché nella
norma, è risultata superiore ai livelli dello scorso anno e, per
alcune tipologie di prodotto, le prospettive di
commercializzazione risultano
critiche. – spiega Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura
Piemonte – L’82% dei vitivinicoltori nei primi undici mesi di
quest’anno evidenzia un calo complessivo di vendite e il 31% ha
avuto una flessione superiore al 30%); il 7% rileva vendite
stazionarie, mentre l’11% registra un aumento, seppur contenuto.
    Il 77% denuncia un calo delle vendite in Italia; il 7% ha
mantenuto le posizioni, mentre il 16% ha incrementato la
commercializzazione”.
    Per quanto riguarda le esportazioni il 69% denuncia un calo
delle vendite, per il 23% il mercato è stazionario, mentre l’8%
ha incrementato le vendite. Il 52% degli intervistati ha
mantenuto stazionari i prezzi di vendita delle bottiglie, il 41%
ha applicato
una politica di sconti per poter mantenere i volumi, ma c’è
anche un 7% che è riuscito ad aumentare i prezzi. Per quanto
riguarda le giacenze alla produzione il 23% delle cantine
mantiene i volumi stazionari
rispetto allo stesso periodo del 2019, ma il 56% evidenzia un
aumento degli stoccaggi (il 12% oltre il 20% dei volumi); il 16%
ha le scorte in calo.
    La situazione degli ordini per i prossimi quattro mesi, rispetto
allo stesso periodo 2019-2020, è quella che preoccupa
maggiormente: – conclude Zuccaro – il 72% degli intervistati
evidenzia ordini in calo”.. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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