
“I lavori da eseguire, ingenti,
consisteranno nella rimozione controllata degli impalcati, delle
pile e delle strutture di fondazione dell’intero viadotto,
mediante utilizzo di mezzi meccanici robotizzati per la
segmentazione degli elementi in cemento armato, e la successiva
movimentazione con gru e mezzi di trasporto di elevata potenza”.
Così la procuratrice di Larino (Campobasso), Elvira Antonelli, a
conclusione del vertice relativo al crollo del ponte sul fiume
Trigno lungo la statale 16 tra Abruzzo e Molise, avvenuto il 2
aprile scorso. Al vertice hanno partecipato magistrati,
rappresentanti di Anas, geologi e ingegneri e i Vigili del Fuoco
del Comando provinciale di Campobasso.
“Considerato che l’alveo del fiume è profondo nella zona del
crollo dei piloni interessati e che i lavori dovranno essere
eseguiti in sicurezza a tutela delle maestranze e dei mezzi da
impiegare – si legge in un nota -, si prevede la deviazione del
corso d’acqua a mezzo di strutture provvisorie, ‘ture’, protette
da massi di grande diametro”.
È comunque allo studio un’alternativa: la possibilità di
sollevamento delle campate del ponte crollato, reso difficile, e
non senza pericoli, dalla distanza delle sponde del fiume
rispetto al luogo dell’intervento. Tale soluzione richiederebbe
un dispiegamento di mezzi particolarmente sofisticati.
Da una stima attuale, il costo delle operazioni di rimozione
delle campate si aggirerebbe attorno al milione di euro, quello
di rimozione dell’intero viadotto attorno ai 6,5 milioni di
euro. Sui lavori da intraprendere è stato predisposto un
cronoprogramma. La cantierizzazione dell’area è prevista entro
metà novembre prossimo dovendo acquisire le necessarie
autorizzazioni e predisporre i mezzi indispensabili, il
dragaggio completo dell’area interessata si terrà entro giugno
2027. Nell’agosto successivo si procederà con la rimozione delle
campate crollate e il dissequestro dell’area sarà temporaneo per
consentire gli interventi. Diventerà definitivo con la rimozione
dei “tronconi”.
“L’attività della Procura di Larino è strettamente legata ai
tempi di rimozione delle macerie – conclude Antonelli – e
consisterà nell’acquisizione di elementi materiali e tecnici
delle fondazioni e delle pile del ponte interessate dal crollo
per accertarne le cause”.
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Fonte Ansa.it